E’ stata la sala “Rosano” della Scuola Allievi della Polizia di Stato di Campobasso ad ospitare il terzo congresso provinciale della UIL Polizia.
Un momento di confronto sul triste e drammatico fenomeno del femminicidio che continua a mietere vittime. Un tema di stretta attualità, al centro della tavola rotonda che ha visto la partecipazione di esperti, professionisti del settore legale e Forze dell’Ordine, chiamati a riflettere sull’introduzione – nel codice penale italiano – della nuova fattispecie del reato del femminicidio.
L’evento presieduto dal Segretario Provinciale Generale il dottor Giovanni Alfano non si è limitato alla consueta elezione dei membri della segreteria ma si è concentrato su un tema che ormai da anni interroga la coscienza collettiva: la violenza di genere ed in particolare il femminicidio. Quest’ultimo fenomeno ha assunto, infatti, dimensioni preoccupanti con numeri che continuano a salire.
Il femminicidio, definito come l’uccisione di una donna per il solo fatto di essere donna, è una delle forme più estreme e crude di violenza di genere.
La riflessione emersa durante l’incontro non ha assunto soltanto carattere giuridico ma anche sociale. Infatti, il contrasto al femminicidio non può essere limitato solo al piano normativo, ma deve coinvolgere un cambiamento culturale che parta dalle scuole, dalle istituzioni e dalle famiglie
In Italia, sebbene siano stati fatti progressi con l’introduzione di leggi come il cosiddetto “Codice Rosso”, che consente interventi rapidi in caso di violenza domestica, il numero di donne uccise ogni anno dimostra che la strada è ancora lunga. Le forze dell’ordine, in particolare, sono in prima linea nel monitoraggio dei casi di violenza domestica e nella protezione delle vittime, ma è fondamentale che siano equipaggiate con una formazione adeguata e con il supporto di esperti legali per applicare correttamente le normative.