Luci ed ombre alla Fiat Powertrain di Termoli, ma c’è fiducia nella produzione di motori ibridi

Alla Fiat Powertrain di Termoli la cassa integrazione sta arrivando a colpire quasi tutto lo stabilimento automobilistico. Per le tute blu il futuro occupazionale nei padiglioni di Rivolta del Re è tutto da decifrare. A pesare sull’andamento della fabbrica è la incerta situazione del mercato dell’automobile e di un ricorso all’ecotassa stabilito a Roma dal Governo nazionale che a parità di motorizzazioni i marchi italiani hanno meno incentivi rispetto alle straniere.
Lo stop lavorativo, quindi, a Termoli è arrivato a colpire anche le nuove linee T6 e V4, anche se nei prossimi mesi lo stabilimento potrebbe vedere investimenti oltre che sui motori ibridi anche sulle linee premium. Inoltre l’intesa firmata tra sindacali e Fiat per permettere a 135 dipendenti di usufruire dell’accompagnamento alla pensione rappresenta uno strumento utile per alleggerire l’azienda e ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Le preoccupazioni non mancano neanche nell’altro cambio prodotto nell’industria termolese, il C 520.
Chi, invece, può tirare un sospiro di sollievo sono i lavoratori dell’area 8 Valvole. E’ il motore dove sono infatti impiegati più operai. Ma i sindacati per il futuro sono convinti che il marchio Fiat investirà ancora in Basso Molise per la produzione di veicoli ibridi. L’impianto di Rivolta del Re che al momento è l’unico che produrrà questo nuovo motore in base a quello che è il piano industriale presentato dai dirigenti della casa torinese.

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